Con l'introduzione della procedura di Verifica preventiva dell’interesse archeologico, introdotta nel Nuovo Codice Appalti, DLgs 50/2016 art.25, sono proliferate le proposte editoriali che spiegano sia cosa sia l'Archeologia Preventiva e quali siano stati ad oggi i risultati della sua applicazione in contesti urbani complessi come Roma o MIlano.

L'art. 25 del Codice degli Appalti introduce l'obbligo per la pubblica amministrazione o enti che operano per l'interesse pubblico (come la costruzione di acqudotti, isole ecologiche, gasdotti, strade, opere di mitigazione del rischio idrico etc..), di redigere in fase di progetto preliminare, un documento (Documento di valutazione archeologica preventiva) in cui vengano analizzati nel dettaglio e valutati i rischi derivati dalla presenza di evidenze archeologiche.

 

Questa relazione deve essere redatta da un archeologo professionista, abilitato nell'Elenco degli operatori abilitati alla redazione del documento di valutazione archeologica nel progetto preliminare di opera pubblica del MIBAC.

La relazione viene trasmessa dal committente alla Soprintendenza competente e sulla base di questa verranno stabilite le successive prescrizioni da parte del funzionario di zona, che possono comprendere saggi archeologici estensivi, indagini georadar non invasive, carotaggi con lettura archeologica dei risultati, assistenza archeologica al momento degli scavi per la costruzione dell'opera pubblica.

Questa procedura se condotta con precisione e professionalità, consente al committente di risparmiare tempo e denaro e alla Soprintendenza competente di redigere le prescrizioni più velocemente e in maniera più circostanziata. Grazie alla Valutazione Archeologica Preventiva (detta anche Viarch), sarà possibile stendere un cronoprogramma delle indagini da effettuare ed avere un quadro chiaro dei tempi e dei costi. La redazione della relazione preventiva dell'interesse archeologico consente di avere un'idea del rischio archeologico dell'opera ed essendo redatta in fase di progetto preliminare,  sulla base delle evidenze archeologiche emerse, è possibile modificare il progetto iniziale per evitare di dover approfondire le indagini archeologiche.

La Valutazione Archeologica Preventiva consente di evitare scoperte archeologiche impreviste durante gli scavi in fase di progetto definitivo e quindi il conseguente fermo lavori e l'obbligo di scavi archeologici non preventivati nè dal punto di vista di costi e tempi.


In particolare segnaliamo due interessanti volumi, che dimostrano l'efficacia dell'attuazione dell'art.25 del Codice degli Appalti sull'Archeologia Preventiva.

Caporusso Donatella (a cura di), Scavi MM3. Ricerche di archeologia urbana a Milano durante la costruzione della linea 3 della metropolitana. 1982-1990. Milano 1991, Edizioni ET

Archeologia e infrastrutture. Il tracciato fondamentale della linea C della metropolitana di Roma, 2011.

 

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